E' ricco di spiagge e dune, porticcioli, calette e scogliere. E’ un diadema di centri abitati posti sul mare: Buggerru, Calasetta, Carloforte, Portoscuso, Sant’Antioco. Nel Sud Ovest vi è abbondanza di montagne, foreste, laghi pescosi, stagni, grotte naturali e gallerie minerarie. Vi sono i mercatini nei tanti centri abitati e ristoranti rinomati. Non vi è luogo della Sardegna più ricco d’archeologia del Sud Ovest sardo. Musei e aree archeologiche mostrano le opere degli antichi, dal neolitico fino all'età storica. Pre-Nuragici e Nuragici, Fenici, Cartaginesi, Romani, Vandali e Bizantini hanno qui lasciato una parte della loro storia. Vi sono chiese bizantine e cattedrali in stile romanico pisano, testimoni del periodo giudicale autoctono.
Dopo il più pericoloso tentativo d’invasione araba del 1030, le flotte da guerra delle repubbliche marinare di Genova e Pisa furono sollecitate dai quattro Giudici sardi ad accorrere per l’intercettazione in mare aperto del naviglio arabo. Nel Sud Sardegna, prevalse l’etnia pisana, più affine per carattere e tradizione alla mentalità sarda, rispetto all’etnia genovese. I Pisani innestarono procedimenti “moderni” nell’organizzare l’estrazione dei minerali metallici dalle miniere. Iglesias divenne il fiore all’occhiello del concetto d’alleanza strategica, propria dei Pisani. La famiglia Donoratico della Gherardesca, profuse pragmatismo organizzativo e modelli stilistici d’edificazione chiese, tramite i propri maestri edili.
Nel 1323, gli Aragonesi, sollecitati dal Papa, sbarcarono nel Golfo di Palmas, per porre termine al dominio ghibellino sul Sud Ovest sardo ed innestare una pax iberica in ogni parte della Sardegna. L’opera di colonizzazione spagnola proseguì, tra mille contrasti, per quasi cento anni, prima che in ogni lembo del suolo sardo diventasse predominante la cultura medioevale spagnola. Tale cultura medioevale assoggettò i Sardi fino al 1714. Subentrati i Savoia, non cambiarono le vessazioni tranne casi sporadici. Vittorio Emanuele II° e Camillo Benso, Conte di Cavour, per rinsanguare i bilanci piemontesi, diedero in concessione le miniere del Sud Ovest a multinazionali e le foreste ai carbonai toscani. Le prime lotte sindacali, a difesa dei lavoratori, sono nate nel Sud Ovest sardo (Buggerru, Gonnesa, Iglesias).
Durante l’era fascista il bacino carbonifero del Sulcis fu determinante per sopperire all’imbargo, imposto dalla Società delle Nazioni, quale condanna all’invasione italiana dell’Etiopia. Carbonia divenne modello di città posta a bocca di miniera.
Cessati gli utilizzi di carbone e di vene metallifere, in quanto non più covenienti, pesca, agricoltura e artigianato fanno parte integrante della vita odierna. Tonnare funzionanti e industria casearia dell'ovino e caprino, cantine sociali produttrici del Carignano del Sulcis, piantagioni d’agrumi e uliveti, coltivazioni di carciofi e di frumento, botteghe artigiane del legno intagliato, tappeto tipico, modellazione dell’argento e della ceramica, arricchiscono questa terra.
Il Sud Ovest Sardo è tra le zone più popolate dalla gente sarda ed è pertanto naturale che possiate crearvi tante nuove amicizie. La più popolata e la più antica perché, proprio il sud Ovest è emerso dal mare tra i 575 ed i 550 milioni d’anni fa, assieme al Galles Settentrionale, prime tra tutte le terre d'Europa. L'era Geologica del Sud Ovest, in altre parole la sua "vecchiezza", appartiene al Periodo Cambriano e molti sono i fossili di quell'età lontana che affiorano, qua e la, per tutto il territorio, così come un'infinità di minerali, comuni e rari, sono racchiusi nelle viscere delle sue montagne. Ecco perché la storia mineraria di queste Genti ha origini che si perdono nella notte dei tempi, ecco perché i Fenici venivano a scambiare la porpore del Libano con questo antico Popolo, autoctono e tecnologico, specializzato nel cavare i minerali dalla roccia e fonderli in leghe metalliche.
Ovunque, nel Sud Ovest, la natura è regina. Il mare, trasparente è pescosissimo, ricco di fondali meravigliosi, abbraccia una costa di 200 Km ove si alternano scogliere precipitose a placide e lunghissime spiagge. L'interno del Territorio presenta importanti rilievi montuosi che raggiungono i 1200 mt sul livello del mare, caratterizzati da fittissime foreste d’alberi e arbusti della macchia mediterranea. Tra queste magnificenze botaniche trovano il loro habitat naturale: cervi (di razza sarda), daini, gatti selvatici, cinghiali, volpi, martore, furetti, aquile, astori, poiane, gheppi e ghiandaie. Aironi, fenicotteri, falchi pescatori, svassi, garzette, folaghe, piro piro, popolano gli stagni.
I vari centri abitati possono essere chiamati "i paesi delle rondini" per i tanti graziosi volatili che ornano di nidi i cornicioni del comune, della caserma dei carabinieri, della farmacia, dell'ufficio postale e di quasi tutte le case degli abitanti. In gennaio, febbraio, marzo, aprile e maggio, la fioritura spontanea, lungo le strade di campagna, sulle colline e in riva al mare, raggiunge intensità inimmaginabili in forme e cromatismi. Non è raro trovare, in zone rocciose, minuscole, incantevoli, orchidee selvatiche.
In autunno, i ristoranti del Sud Ovest sono sommersi dalle prenotazioni di chi vuole un pranzo a base di funghi. Sempre, in qualsiasi stagione, in qualunque ristorante, c'è dovizia di pesce e non c'è che l'imbarazzo della scelta. Saraghi, dentici, orate, ricciole, spigole, ombrine, pagelli, mormore, triglie, cefali, cernie, murene, tonni e pesci spada, scampi e gamberoni, seppiette e calamari, anguille, aragoste, astici. Non va dimenticato l'agnello, il capretto ed il maialetto, cucinati allo spiedo. Un piatto squisito di Carloforte e di Calasetta è il cas-cas, cugino in primo grado (se non fratello) del kuskùs tunisino. C'è una storia lunga e bellissima da raccontare a riguardo, ma è meglio venire in zona per sentirla favellare dai carlofortini e dai calasettani che, tra loro, ancora discorrono in ligure seicentesco.
I balli moderni sono la gran passione della Gente del Sud Ovest. Nel territorio vi sono diverse discoteche per giovani. D' estate molti bar allietano i loro clienti con musica dal vivo. In diverse piazze si balla il liscio. A Sant'Antioco, tutte le sere, nella via principale, è festa grande; così pure nella piazzetta di Calasetta e nel lungomare di Carloforte. A questa Gente piace, sopra ogni cosa, fare lunghe chiacchierate. Ogni sabato mattina Il mercato di Carbonia è gremito fino all'inverosimile di persone che provengono da tutto il Sulcis. Il mercato, da sempre, è il luogo del ritrovo con conoscenti per raccontarsi gli avvenimenti della settimana e contemporaneamente per acquistare il necessario.
Questo bisogno di parlare con altri, di trascorrere il tempo assieme ad altri, questa socievolezza tutta mediterranea, che profuma d’acqua di mare, di pane fatto in casa, di fiori d'arancio e di rosmarino, viene rivelato pienamente non appena ha inizio il mese di maggio; e in tutte le strade, di ciascun paese del Sud Ovest, dopo cena, si vede la Gente che esce per sedersi davanti a casa a discorrere del più e del meno fino al momento di rientrare per dormire. Questa Gente cordiale, gioviale e umanissima, è la vera, grandissima attrazione del Sud Ovest sardo.







