NEL CUORE DELLE ATMOSFERE INALTERATE E MISTERIOSE ALLA SCOPERTA DEI MAGICI CIRCUITI NEL SUD OVEST SARDO

 

ITINERARI DELLA MAGIA



Tour di mezza giornata ove regna la magia dell'acqua.

rivolgersi a:

Augusto Mocci

Tel. e Fax 0781/62193 email:superdue@tiscalinet.it

Tour di mezza giornata ove regnano le vibrazioni magnetiche.

rivolgersi a:

Augusto Mocci

Tel. e Fax 0781/62193
email:superdue@tiscalinet.it

Tour di mezza giornata ove regna la medicina popolare.

rivolgersi a:

Elio Fanutza

Tel. 0781/957021
Fax. 0781/908114

(Articolo di Caterno Cesare Bettini nel n°54 del quindicinale La Provincia del Sulcis Iglesiente)

Orientarsi sulle tante mete che fanno parte dell'Olimpo Magico del SUD OVEST SARDO non è per persone che mai si sposterebbero dalla normalità di tutti i giorni.
L'andare a ricercare le flebili tracce del magico, che gli antichi hanno qui lasciato con rara dovizia, non è per tutti, ma solo per chi vuole appropriarsi di altri significati di vita, insiti di un mondo inconsueto, rimasto miracolosamente intatto dalla preistoria ai nostri giorni.
Vi sono nel SUD OVEST della Sardegna, luoghi molto speciali ove ciascuno di noi può cercare e trovare, improvvisamente, se stesso.
Alcuni sono luoghi elegiaci dove tutto traspira di una spiritualità naturale, quali: Barrancu Mannu con la Tomba dei Giganti; la necropoli neolitica di Montessu, dove alcune tombe trasmettono precisi segnali; e il pianoro sommitale di Monte Narcao, salendo sul quale pare di essere sul fondo del mare.

Altri luoghi hanno valenze magiche non captabili da tutti, come il pozzo sacro prenuragico della Val Tattinu e la vicinissima pieve bizantina di San'Elia; o le sommità dei monti San Giovanni e Sirimagus, ove impera un'archeologia più da immaginare che da vedere.
A parte l'indiscussa sacralità di tutti questi luoghi, mette i brividi il constatare l'abilità degli antichi di manipolare gli effetti sonori. Esempio emblematico: l'antro della pitonessa a Cuccuru de su Cordolino di Carbonia, dove, sedendo nella parte finale dell'antro, quello più angusto, e parlando sommessamente (quasi bisbigliando), si può essere uditi, benissimo, a sette metri al di fuori dell'antro stesso. Trattasi di uno scavo molto scenografico, a forma di tenda, ottenuto nell'arenaria. Il pathos vi alberga.
Anche l'andare ad abbeverarsi alle millenarie sorgenti, non solo per soddisfare la sete, può fare intravedere il mondo del magico. L'acqua della fonte prenuragica Crabonaxia di Tracasi è dispensatrice di qualità rivitalizzanti per chi è sotto stress; quella della fonte di Bonifacio lo è per chi ha problemi di digestione.
Tutto all'intorno di queste mete magiche è una galassia di erbe medicinali dispensatrici di salute. Alcune erbe, invece, hanno semi magici che, se usati male, possono infliggere anomalie.

Io, che sono consapevole di avere in me molti semi di follia, devo fare attenzione di non cedere ai desideri di trascorrere "le notti speciali" nella vallata di Montessu; o accanto alla chiesetta di San'Elia; o (sempre nelle notti speciali, cioè quelle del sabba) non traguardare la luna piena, a mezzanotte in punto, sulla cuspide spezzata della stele megalitica di Luxia Arrabiosa, gigantesco, menhir di oltre cinque metri. Pur essendo, questo menhir, a contatto di gomito con le case del vicinato, non ha perso il suo fascino magico e arcano. Mettendosi a guardare la luna all'ombra del menhir; si da avere l'illusione che la cuspide baci il disco lunare; si può trasmettere ancora a distanza, il proprio pensiero, il proprio desiderio più intimo. con la certezza di arrivare al cuore. Di chi? Ma è semplice; al cuore palpitante dell'Amore segreto; vale a dire al cuore dell'Amore giammai espresso per paura di perderlo (come tutti gli amori impossibili) e che pertanto rimarrà sempre un amore non consumato tranne che in sogno.

Il fulmine che la strega Luxia Arrabiosa mandò per spezzare il menhir, arrivà nell'attimo in cui il giovane, di cui la strega si era invaghita, stava guardando la luna e la stele di pietra, pensando.. . ad un amore celato.
Evocare le notti del sabba in una terra ove molte sono le presenze conturbanti è un modo per respirare una vita più intensa di percezioni naturali.

Percezioni ataviche, che fanno parte della naturalezza dell'esistenza e del nostro stesso patrimonio genetico.

E la chiesettina di San'Elia? Guardarla in una di quelle notti, con tutti gli elfi che giocano alla scivola sulla sua cupoletta a ogiva, significa impossessarsi della più grande fortuna della vita: la capacità di sorridere; di rallegrarsi con poco e niente; ed anche di quel qualcosa di più che rende la vita piena di minuscoli interessi!

Ironia a parte e non curandomi degli incantesimi veri e presunti, io credo nella magia antica, credo che l'effetto taumaturgico (quale risultato pratico dovuto alle conoscenze profonde delle risorse del territorio, di cui la Gente del Magico disponeva) sia stato l'unico sollievo alle infermità di cui i popoli della preistoria non ne erano esenti.

Loro, i preistorici, si curavano con la magia. Magia che altro non era se non un insieme di atti liturgici che eclatavano la pratica taumaturgica di far bere una determinata acqua, di usare un unguento su una parte dolorante o assistere la permanenza, momentanea, del sofferente, nei pressi di una tomba dei giganti dove le pietre della costruzione primitiva avvolge il flusso di radiazioni magnetiche naturali, dovute alla conformazione geologica del terreno sottostante.

Loro, i preistorici, o meglio i santoni preistorici che con un termine molto povero e assolutamente improprio e riduttivo, definiamo sciamani (accettereste di chiamare sciamano il Mago Merlino, quello del ciclo di Re Artù?) erano depositari di tutto il sapere necessario per guarire o, come minimo, lenire tutti i dolori di quell'umanità arcaica ed anch'essa sofferente. E parlando di sofferenza non si parla solo di quella fisica ma anche dell'anima.

Ed i luoghi del taumaturgo o della taumaturga, ovverosia i luoghi dei sensitivi, depositari della medicina popolare che guariva, erano le tombe dei giganti che, ovviamente, avevano altra funzione rispetto a quella universalmente accreditata di sepolture collettive.

Altri luoghi magici erano i proto-nuraghi, sempre edificati su forti concentrazioni magnetiche. Luoghi santi per eccellenza, luoghi di sacralità popolare riconosciuta in ogni parte del Mediterraneo per cui si veniva in Sardegna sperando di risorgere guariti, accostandosi al potere medicamentoso delle acque, erano le sorgenti e i pozzi sacri; questi ultimi contraddistinti da costruzioni cuspidali a forma di ogiva.

 

NEL SUD OVEST LE METE DEL MAGICO SONO MOLTISSIME

 

 

E nel Sud Ovest vi sono due persone che, in modo diverso, conducono lungo i percorsi della magia:

Elia Fanutza e Augusto Mocci.



Augusto Mocci e' una persona che da parecchi lustri gira e rigira per scoprire i luoghi del magico. Augusto Mocci, commerciante di bici e moto (a Carbonia), è gran ricercatore di pietre scorbutiche, che scova per diletto, dedicandosi poi ad interpretazioni non effimere. E' uno specialista nel farsi raccontare dai vecchi le antiche usanze, mai dimenticate, perchè tramandate, oralmente, di generazione in generazione.
Augusto Mocci accompagna volentieri alle antiche fonti, usando il suo fuoristrada spartano e, soltanto se ne ha voglia (dipende dal carattere di chi vuole farsi scortare), conduce ai luoghi dove più forti sono le concentrazioni magnetiche.

Per avere più raffinati dettagli sulla:

Magia dell'acqua e i suoi benefici poteri curativi e spiegazioni approfondite sulla Magia delle vibrazioni della terra che, unite a quelle del cosmo, inondano qli esseri viventi di flussi vitali
spedite i vostri e-mail a: super.due@tiscalinet.it o visitate il sito: www.energieterapeutiche.it
oppure telefonate a 0781 62193 64084

L'altra persona molto specializzata nel magico è Elio Fanutza.
Elio Fanutza ha fondato il centro di Eco-turismo culturale Letizia (a Nuxis), è micologo, sommelier, ristoratore, conoscitore di erbe officinali, cultore dell'estrazione di essenze profumiere, ed essenze coloranti, dagli arbusti della macchia mediterranea.
In questi giorni (luglio 2000), dirige un corso di tessitura tradizionale con lana, lino e bisso, ricavato, quest'ultimo, dalle nacchere di mare.
Ma, a proposito di percorsi della magia, lui, Fanutza, ne conosce diversi (e molto particolari), soprattutto tra quelli che si diramano tra i monti ombrosi di Nuxis. Anche Elio Fanutza, a suo modo, è un sensitivo e conosce tutto sugli "abrebaroi" che sono i depositari della magia bianca; in Sardegna molto più forti (come poteri) rispetto ai praticanti della magia nera.
Gli "abrebaroi" del sud ovest sardo riescono a guarire gli animali a distanza; cacciano, con preghiere, gli uccelli dai raccolti e i topolini dalle case; fanno tornare il latte alle mamme che hanno un piccolino; ecc.ecc .... e tolgono il malocchio a chi ne è investito.
Per chi vuole trascorrere mezza giornata con Elio Fanutza, per approfondire discorso sulla Omedicina sarda",

può telefonare al 0781 957021 - 0781 908114 ;
oppure mandarmi VE.Mail ad info@sardegnanimamia.it e provederò io stesso a inoltrarglielo.

Caterno Cesare Bettini